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Clonare l'uomo è sicuro?
Ne discute il Congresso Usa

28 marzo 2001
Articolo messo in Rete alle 20:41 ora italiana (18:41 GMT)

WASHINGTON (CNN) -- Nel 1997, quando si diffuse la notizia che un mammifero, la pecora Dolly, era stato clonato per la prima volta partendo dalle cellule di un individuo adulto, la possibilità di clonare un uomo passò immediatamente dal regno della fantascienza a quello della realtà. Il Congresso americano si trova ora a decidere se permettere la clonazione umana.

In un audizione, favorevoli e contrari espongono alla commissione Energia e commercio le loro previsioni sulle possibili conseguenze della clonazione di un essere umano.

Nell'ultimo anno, almeno due gruppi hanno dichiarato di essere pronti alla clonazione umana. L'agosto scorso una setta religiosa, chiamata movimento 'Raelian' aveva annunciato che la propria società, la Clonaid, avrebbe fatto un tentativo. In gennaio, un analogo annuncio è arrivato dal medico italiano Severino Antinori e dal suo collega americano Panayiotis Zavos.

I due hanno ripetuto l'intenzione di procedere entro breve alla clonazione di un essere umano in un convegno che si è tenuto qualche settimana fa a Roma. "Credetemi - ha detto Zavos a Roma - gli alti rischi saranno tenuti in adeguata considerazione, perché sappiamo quel che stiamo facendo".

La stessa fiducia viene anche dalla direttrice della Clonaid, Brigitte Boisselier: "Penso che abbiamo tutto quello che ci serve per procedere alla clonazione umana", sostiene.

Gli scienziati che hanno clonato altri mammiferi non sono per nulla d'accordo. "Anche solo considerare la possibilità di clonare un uomo a questo stadio degli studi non è una cosa responsabile", afferma Rudolf Jaenisch, biologo del Whitehead Institute for Biomedica Research del Mit, che ha clonato un topo.

"Almeno metà, probabilmente circa tre quarti delle gravidanze tentate finirebbero abortite", pronostica Jonathan Hill, veterinario e professore associato di riproduzione animale alla Cornell University, che in passato, nell'équipe del professor Mark Westhusin, ha clonato un topo.

Westhusin è tra coloro chiamati a testimoniare al Congresso. Assieme a Jaenisch e a Art Caplan, direttore del centro di bioetica dell'Università di Pennsylvania sosterrà la tesi che la clonazione umana a questo stadio degli studi non è sicura. Zavos e Boisselier testimonieranno invece a favore della clonazione.

Il meccanismo della clonazione

La tecnica della clonazione prevede che un ovulo non fecondato venga privato del suo nucleo e che questo sia sostituito con il nucleo di un'altra cellula, che porta le informazioni che verranno trasmesse al nuovo organismo. Attraverso stimolazioni elettriche, le due cellule vengono fuse e cominciano a svilupparsi come un normale embrione, che viene poi impiantato in un utero.

Clonare Dolly non è stato facile. Per farla nascere sono stati necessari 277 tentativi. E anche per clonare un vitello ci sono state analoghe difficoltà.

"Il problema principale - spiega Westhusin - è mantenere la gravidanza". Circa il 90 per cento degli embrioni muore durante il primo trimestre.

E i vitelli che sopravvivono sono spesso malati. "I loro fegati, i loro polmoni, i loro cuori, i loro vasi sanguigni, e la loro placente sono spesso anormali alla nascita", afferma Hill.

Il sospetto è che il feto possa svilupparsi normalmente, ma la placenta no, e che questo provochi una sofferenza fetale. A problemi con la placenta potrebbe anche essere attribuita un'altra caratteristica anomala degli animali clonati: il fatto che sono enormi.

Hill ritiene che la ritenzione idrica sotto la pelle sia una conseguenza di un modesto sviluppo della placenta, che provoca una grandezza anomala dei vitelli.

Problemi simili sono stati riscontrati anche con i topi. I topi clonati possono essere anche quattro volte più grandi degli animali normali e la placenta può arrivare fino a sette volte quella abituale", dice Jaenisch.

Altri scienziati hanno osservato che i topi clonati diventano molto più grassi degli altri. Ryuzo Yanagimachi, un biologo dell'Università delle Hawaii, clonando un tipo di topi predisposti ad ammalarsi di diabete ha scoperto che i topi, anche se alla nascita sembravano nomali, quando raggiungevano la pubertà (a otto settimane, nei topi) erano grassi. Yanagimachi non riesce a spiegarsi la ragione, dal momento che hanno ricevuto la stessa quantità di cibo e hanno fatto la stessa quantità di esercizio dei topi non clonati.

Fino ad ora, gli scienziati sono riusciti a clonare pecore, mucche, capre, maiali e topi. Ma la percentuale di riuscita degli esperimenti è sempre stata bassa. Secondo Yanagimachi "oltre un centinaio di embrioni riescono a produrre un solo piccolo, e questo può anche avere problemi. Non sappiamo perché…. e dobbiamo prima scoprirlo negli animali".

Zavos e Boisselier non sono d'accordo. Ciascuno è convinto che ci siano le necessarie conoscenze per produrre un clone umano ora o in tempi brevi. Zavos e Antinori hanno previsto di riuscirci in pochi mesi. Boisselier dice che spera "di riuscire ad avere l'embrione di questo bambino alla fine di questo mese o forse del prossimo".

Extraterrestri

Sia Zavos che Boisselier si appoggiano alla vasta esperienza della fecondazione in vitro come garanzia di successo per la clonazione umana. "Penso - ha detto Zavos alla CNN il mese scorso - che in 23 anni di fecondazione in vitro nell'uomo abbiamo prodotto da 5 a 10 milioni di ovuli all'anno… sono nati, in tutto il mondo, 200.000 bambini l'anno con la fecondazione in vitro".

La Boisselier usa lo stesso tipo di argomentazioni: "Non capisco - dice - perché si dovrebbe sprecare altro tempo sulle mucche quando abbiamo la stessa percentuale di successo della fecondazione in vitro".

La setta religiosa della quale fa parte la Boisselier, il movimento 'Raelian', sostiene che la vita sulla terra sia stata creata dagli extraterrestri attraverso un'operazione di ingegneria genetica. Ha detto che una cinquantina di adepte si sono offerte volontarie per portare in grembo il clone di un ragazzo di 10 anni morto tempo fa.

A una domanda sulle possibili complicazioni che potrebbero sorgere durante la gravidanza, ha risposto che l'embrione e l'evoluzione della gestazione saranno controllate costantemente e che se qualcosa dovesse andare storto "faremo un aborto"

 


 

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